Francesco Fiorentino

(Attivo a Firenze tra il 1380 e il 1400)

56,2 x 95,4 cm (22.13 x 37.56 inches)

  • Riferimento: 675
  • Provenienza: London, H.R.H. Princess Louise, Duchess of Argyll Collection
    London, Kensington, Christ Church (donated by the Duchess of Argyll in 1932)
    London, Christie's, 29 November 1974, lot no. 41
    Virginia, Walter P. Chrysler Jr. Collection New York, Christie's, 9 January 1981, lot no. 51
    New York, Christie's, 18 January 1983, lot no. 124
    New York, Private Collection
  • Note:

    Opera non più' disponibile

Descrizione:

La Vergine unisce le mani in preghiera e abbassa lo sguardo con rispetto, mentre Cristo le pone sulla testa una larga corona dorata e decorata, da Regina del Paradiso. Rappresentata con tratti delicati e una carnagione chiara, Maria indossa un ampio mantello bianco e una veste color ocra. Cristo è rappresentato come un giovane con i capelli lunghi sciolti che gli ricadono sulla schiena. È vestito con un ampio mantello nero e ha una grande aureola splendente come a richiamare la dottrina della Trinità. Attorno a loro, dei Cherubini formano una ghirlanda tenendo le ali verticali. Nella parte inferiore della tavola, San Nicola da Bari è rappresentato in abiti da Vescovo e con le tre doti in mano. Sant'Antonio Abate è in abiti monastici, tiene una croce commissa in mano. San Giovanni Battista indossa l'abituale veste in cammello e stringe in mano un bastone che termina in una croce e uno stendardo con le parole “Ecce Agnus Dei”, mentre indica il Dio Padre. San Francesco d'Assisi è ritratto con la chierica, indossa l'abito francescano e tiene un libro rosso sotto il braccio. San Filippo è mostrato con il Vangelo, mentre San Zanobi, vescovo di Firenze, regge un albero in fiore in una mano e un libro nero nell'altra. Attorno alla testa di ogni santo vi è un'ampia aureola, decorata in rilievo. Pubblicato come opera del cosiddetto “Maestro Francesco” da Federico Zeri nel 1968 e da Miklòs Boskovits nel 1975, questa tavola è giunta ai giorni nostri in un ottimo stato di conservazione, ad eccezione per l'aggiunta di otto centimetri visibile nella parte superiore. Nel 1968 Eve Borsook ha studiato il misterioso maestro che si firmava “Francesco” e ha datato la tavola con la Madonna e il Bambino con San Giovanni Battista e Nicola da Bari (1391), già nella Chiesa di Santa Maria a Quarto, ora nella Galleria dell’Accademia. Borsook ha collegato le opere del “Maestro Francesco” all'insieme precedentemente riunito da Richard Offner sotto il nome di riferimento “Maestro dell'Aureola in Rilievo”. In seguito, Federico Zeri ha ritenuto di aggiungere dodici dipinti al corpus del “Maestro Francesco”, includendovi alcune delle opere considerate da Offner come eseguite dal “Maestro del Cristo Docente”. Boskovits ha aggiunto altre dodici tavole, includendo questa tavola nel gruppo. La produzione del Maestro Francesco è ben definita e comprende principalmente opere che rappresentano la Madonna e il Bambino o l'Incoronazione della Vergine circondata da Santi, come in questa tavola. Per quanto riguarda la composizione e lo stile, si può fare un paragone con una seconda Incoronazione della Vergine (risalente agli anni Ottanta del XIV secolo) realizzata dal Maestro Francesco, del Musée du Petit Palais in Francia. Precedentemente attribuito a Mariotto di Nardo, quest'opera mostra un disegno ben bilanciato, simile al nostro, con una particolare tensione interna e un abile utilizzo dello spazio e della prospettiva. Tipico del Maestro Francesco è anche la precisa ed elegante linea delle figure con tratti espressivi, come si può vedere nelle rappresentazioni dei santi nella Madonna con il Bambino in Gloria (1400 circa), dell'Ospedale degli Innocenti a Firenze. Le prime opere dell'artista, realizzate negli anni Ottanta del XIV secolo, si basano su formule tratte dalla tecnica di Agnolo Gaddo. Dipinti più tardi, tra cui la suddetta Madonna con il Bambino con San Giovanni Battista e Nicola da Bari (1391), già nella Chiesa di Santa Maria a Quarto e una Crocifissione nel Museo di Copenhagen (anni Novanta del XIV secolo) mostrano l'aderire dell'artista allo stile del Maestro di San Martino a Mensola. Le forme accuratamente arrotondate, il chiaroscuro delicato e i tocchi di luce che accentuano i rilievi ricordano la tecnica usata dal Maestro di San Martino a Mensola in un'Incoronazione della Vergine (1385 – 1390) del Musée des Arts Décoratifs a Parigi. È considerata più adatta a quest'opera una datazione attorno agli anni Novanta del XIV secolo, all'incirca lo stesso periodo della Madonna con il Bambino con San Giovanni Battista e Nicola da Bari (1391), già nella Chiesa di Santa Maria a Quarto. È in quel periodo che, secondo Boskovits, l'artista ha realizzato le opere di maggior qualità. La nostra tavola faceva parte dell'illustre collezione di Walter P. Chrysler, con capolavori che spaziano dall'Apparizione della Vergine con il Bambino e Angeli ai Santi Antonio Abate e Paolo l'Eremita (1562), a opere moderne, come le Mele su un Tavolo di Matisse (1916). Nel 1971, Chrysler ha donato gran parte della sua collezione al Norfolk Museum of Arts and Science, che a breve sarebbe diventato il Chrysler Museum of Art; la sua donazione è considerata ancora oggi come una delle più ampie e varie mai compiute da una persona a un museo americano. Quest'opera, tuttavia, non faceva parte del lascito. È rimasta nella collezione privata di Chrysler fino al 1981, poi data in prestito al museo dal 1978 al 1980. Bibliografia F. Zeri, Sul Catalogo dei Dipinti toscani del Secolo XIV nelle Gallerie di Firenze in Gazette des Beaux-Arts, Parigi, 1968 M. Boskovits, La pittura fiorentina alla vigilia del Rinascimento, Firenze, 1975, p. 237, note 162, fig. 399

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